OLIO DI IPERICO
Di questa preparazione si potrebbe dire che è un vero trattamento di salute.
L'olio di iperico, chiamato anche Olio di San Giovanni, è da sempre conosciuto per le sue eccellenti proprietà se usato sulle scottature, ma non è capace solo di questo: è in grado di lenire dolori articolari, è un ottimo sbiancante per le macchie della pelle, da eccellenti risultati nella cura della psoriasi, utilizzato come impacco sui capelli è eccezionale, e ancora, utilizzato sul corpo rende la pelle vellutata e ben idratata, infine è un ottimo alleato per combattere l'invecchiamento poiché stimola la rigenerazione cellulare ed è infatti questo il motivo della sua efficacia contro le ustioni.
Ci sono tantissime leggende intorno all'olio di iperico ove si mescola sacro e profano ma qui ci preme sottolineare che l'importante è attenersi scrupolosamente a piccole antiche regole per ottenere un prodotto veramente efficace.
La ricetta che io utilizzo nella preparazione mi è stata insegnata da una mia carissima amica, che vanta ormai l'età di 98 anni, che a sua volta l'ebbe tramandata dalla sua nonna ecc... Insomma, è una procedura antica di centinai di anni e vi posso garantire che è assolutamente efficace.
La fase più importante è la raccolta dei fiori di iperico, che deve essere fatta il 24 giugno, su terreni lontani dal traffico e situati in zone incontaminate. La tenuta di E.COS si trova appunto sull'Appennino tosco-emiliano, dove non è mai stata praticata la coltura intensiva e quindi non sono mai stati usati fertilizzanti di sintesi o altri prodotti chimici per l'agricoltura.
Per quel che mi riguarda, la preparazione dell'olio di iperico, ogni anno, è quasi una cerimonia.
La tecnica di raccolta è fondamentale per riuscire a trattenere tutta l'energia che questa pianta racchiude in se. Io raccolgo fiorellino per fiorellino, con le mani, stando sempre attenta a non rovinare la pianta, perciò mi raccomando: se pensate di farlo anche voi, non strappate con fretta e forza ma lasciate che le vostre mani raccolgano con dolcezza e pazienza, come se stessero suonando uno strumento, dal quale ottenere una dolce melodia che vi avvolgerà e vi inebrierà. I fiori ancora freschi li metto in grandi contenitori di vetro e li ricopro di olio. Uso quelle stesse grosse bottiglie con cui si fanno le damigiane. Queste bottiglie vanno lasciate all'aperto, sotto il sole, sulla terra calda, di tanto in tanto scosse per rimescolarne il contenuto. Aspetto con ansia che passino 20 giorni e infine filtro e controllo la qualità, che ogni anno non delude mai le mie aspettative.
L'olio che si ottiene è limpido, di colore rossiccio e dal un profumo caratteristico.
Solo in un punto, mi discosto dalla ricetta insegnatami: anzichè ricoprire i fiori con olio di oliva uso olio di soia, altrimenti avrei come risultato finale un olio pesante, poco idratante, poco assorbibile dalla pelle e facilmente degradabile. Così perderemmo gran parte della forza che i fiori, durante la macerazione, trasferiscono al nostro olio. Usando l'olio di soia ottengo invece un prodotto privo di scadenza e capace di tutte le prestazioni che ho elencato in apertura.
Mi piacerebbe dilungarmi a raccontavi le sensazioni positive che provo di fronte a questa mia preparazione ma penso che forse queste potrebbero essere scambiate per fantasie interpretative di antiche tradizioni perciò sarà il caso che le tenga per me.



____________________________________________________________ Raffaella



Questa è un'immagine del Giugno 2004: verso il tramonto, quando ormai le eventuali vipere dovrebbero essere poco attive, siamo andati a raccogliere l'iperico. Si dice che questa pianta sia magica. Di sicuro ha delle ottime qualità di cui possiamo approfittare, ma la cosa più strana è che, sebbene sia una pianta perenne, non la trovi mai dove l'avevi trovata l'anno precedente. Noi abbiamo anche provato a seminarla ma anzichè crescere dove era stata seminata è cresciuta spostata di molto dal punto di semina. I casi sono.......3! O si sposta! O non era cresciuto nulla dai nostri semi e casualmente ne era cresciuta spontaneamente nei paraggi della semina (casualmente in quantità simile a quanto ci si aspettava dalla semina), o è proprio magica! (E leggermente dispettosa).

HOME MENU'